Misteri d’italia: c’è la soluzione a tutto
Ci immaginiamo Vito Ciancimino, col figlio tredicenne, che vive in diretta – molto più da vicino del resto degli italiani – il caso Moro. Un mafioso omertoso con tutti che si confida con il figlio tredicenne su come stanno andando le cose. E ci immaginiamo i segreti di Gladio confessati da un mafioso doc come Vito Ciancimino al figlio, magari nemmeno maggiorenne. Anche se è cosa nota che quando si sa qualcosa di scomodo e pericoloso non lo si dice soprattutto ai più cari, proprio per evitare ritorsioni e morti premature. Che Ciancimino jr sia così poco caro a suo padre da esporlo a questi rischi? Ma non è solo su Gladio che Vito informa suo figlio. Fa anche delle rivelazioni inquietanti sul covo di Riina. Si sa, don Vito sapeva tutto di tutto, ma durante il processo contro Ultimo e Mori nessuno ha avuto la bislacca idea di chiedersi “ma vediamo un po’ cosa ci dice Ciancimino in proposito”. Forse perchè i pm del processo per il covo sono gli stessi che ascoltarono don Vito, e sanno benissimo come sono andate le cose tra il boss e gli ufficiali, tra lui che chiedeva e gli ufficiali che per tutta risposta hanno preferito consegnare Ciancimino senior nelle mani di Caselli e Ingroia. Ma non è finita. Ciancimino sa anche di Ustica. Ovviamente conosce la versione di Cossiga, mica quella dei dossier secretati e della strana morte del colonnello Marcucci che dimostrerebbe l’esatto contrario. Insomma, hanno ascoltato ciancimino e pare sappia tutto quello che riguarda i grandi misteri d’Italia. Forse sarebbe il caso di chiedere, già che ci siamo, informazioni anche sul caso Calabresi, sull’italicus, sulla strage di Bologna. Quasi quasi gli scriviamo una lettera per chiedere se sa anche chi ci ha rubato il motorino, vista la onnipresenza e onniscenza su tutto ciò che riguarda la criminalità. Gliela spediamo tramite programma “c’è posta per te”. Non possiamo promettere di più, sappiamo bene che il nostro motorino non ha la stessa risonanza delle stragi e non abbiamo un programma tv che gli garantisca il trattamento a cui è abituato.
