Ex direttore di carcere in galera, torna libero

Truffa ai danni dello Stato, falso, corruzione, concussione e turbativa d’asta. Questi i reati che hanno fatto scattare qualche tempo fa le manette per alcuni funzionari pubblici di Massa Carrara. Ai domiciliari finì anche il direttore del carcere, accusato per aver intascato tangenti e per aver pilotato appalti che riguardavano la struttura del penitenziario di Massa Carrara. Oltre al direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, 61 anni, di Portico di Caserta, accusato anche di peculato, tra i funzionari pubblici ci sono: Salvatore Cantone, 52 anni, di Napoli, contabile della casa di reclusione; Carlo Bernardini, 57 anni, di Cortona, funzionario del ministero delle infrastrutture con incarichi per le opere marittime della Toscana costiera in servizio all’ufficio operativo di Marina di Carrara; Antonio Riccardi, 63 anni, di Terranova Pollino (Potenza), collega di Bernardini in servizio a Livorno; Stefano Tendola, 52 anni, di La Spezia, geometra in servizio all’ ufficio operativo di Marina di Carrara per le opere marittime della Toscana costiera. Tra gli imprenditori: Prospero Santacroce, 41 anni, di Vaguanera Caropepe (Enna), amministratore delle società Comies srl e Ci-esse elettric snc; Morgana Martelli, 44 anni, di Terni; Massimo Antonelli, 46 anni, di Massa, titolare dell’ impresa ‘Arte giardini’; Mario Cesare Rotella, 69 anni, Isola Capo Rizzuto, socio di una impresa edile. Sono fatti che risalgono a un anno fa, quando furono incastrati da intercettazioni ambientali. Dopo essersi avvalso in tribunale della facoltà di non rispondere, Salvatore Iodice, il principale artefice di tutta una serie di raggiri ed affari loschi è tornato in libertà, nonostante il parere contrario del pm Rossella Soffio, perchè, su parere del proprio legale, non sussisteva la possibilità di reiterazione del reato, non essendo più Iodice direttore del penitenziario e non avendo quindi possibilità di inquinare le prove. La decisione è stata presa dal Tribunale del Riesame. Il 20 aprile si terrà la prossima udienza del processo. Secondo gli inquirenti, fin dal 2005 attorno ai lavori per la manutenzione della struttura carceraria, si era creato un business a base di appalti truccati: erano sempre le stesse ditte che lavoravano per Iodice in cambio di ristrutturazioni private, regali e secondo l’accusa anche mazzette per un giro d’affari che si aggirava intorno ai 12 milioni di euro. In manette finirono dopo le indagini della Squadra Mobile di Massa e del Nic, oltre a Iodice e al suo contabile, anche funzionari del ministero delle infrastrutture e numerosi imprenditori locali.

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