Nedo Fiano: da Auschwitz a Maestro Onorario del GOI

Cos’ha in comune l’ebraismo con la massoneria? Di sicuro ad entrambi è legata una persona che può vantarsi di far parte di tutte e due le cose, con un certo orgoglio: Nedo Fiano. Sopravvissuto all’inferno di Auschwitz, eletto Gran Maestro Onorario del GOI proprio oggi, 86 anni di cui 45 passati nella massoneria, è stato eletto per acclamazione con orgoglio e commozione tra più di mille fratelli riuniti solennemente nel Tempio. Con Fiano, sono stati eletti anche Giuseppe Abramo (Gran Segretario della Libera Muratoria) e Santi Fedele. Nel ringraziare i fratelli, Fiano ha voluto dare un chiaro segnale ai giovani e agli studenti con le seguenti parole: “Cercate di ricordare cosa è accaduto e preparatevi a difendere il vostro diritto e il diritto degli altri”, riferendosi all’olocausto nazista di cui è stato diretto testimone.

Dopo la promulgazione delle leggi razziali fasciste nel 1938, Fiano dovette abbandonare la scuola a 13 anni perché di religione ebraica. Proseguì gli studi presso una piccola scuola organizzata autonomamente all’interno della comunità ebraica fiorentina. Il 6 febbraio 1944 venne arrestato dalla polizia fascista e rinchiuso nel carcere di Firenze; successivamente fu trasferito al campo di transito di Fossoli insieme con altri undici membri della sua famiglia.

L’11 maggio 1944 venne deportato, insieme a tutti i suoi familiari arrestati. La sua matricola di prigioniero era A5405. L’11 aprile 1945 venne liberato dalle forze americane nel campo di concentramento di Buchenwald, dove era stato trasferito dai nazisti in fuga. Il legame con la massoneria è nei valori di libertà e democrazia, valori anche spirituali. Il grande Oriente d’italia è a tutt’oggi registrato come Associazione non riconosciuta, e cioè nella categoria di organismi che godono di una capacità giuridica oggi piena (in passato non potevano acquistare per donazione o successione) ma che non hanno autonomia patrimoniale perfetta. Vale a dire che si tratta di enti privi di personalità giuridica, le cui responsabilità in sede civile, amministrativa, penale ed economico-finanziaria, ricadono su coloro che hanno agito in nome e per conto dell’associazione, anche se non iscritti ad essa. L’associazione non riconosciuta qualifica fenomeni organizzativi diversi, dai più modesti circoli ricreativi o culturali ad organismi complessi e di grandi dimensioni e con gestione di notevoli mezzi finanziari: ad oggi due tra le formazioni sociali più importanti, ossia i partiti ed i sindacati rientrano nella categoria delle associazioni non riconosciute.

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