“Fragole a colazione” di Valentina Caradossi
( Gruppo Editoriale L’Espresso ,2010,12 euro)
E’ un libro pubblicato dall’autore, utente del sito ILmiolibro.it ma lo potete ordinare anche da Feltrinelli e nel giro di dieci giorni sarà vostro.
Un primo esercizio di scrittura di una giovane scrittrice e fotografa toscana che fa ben sperare. Ha bisogno di un po’ di cura, certo sì, ma gli ingredienti ci sono tutti. Il racconto-autobiografico di Matilda e del suo mondo interiore, dei suoi amici, della sua famiglia e dei suoi sogni. In Matilda, troverete molte delle ragazze di oggi: non le escort-starlette della cronaca attuale, certo che no.
Troverete le nostre ragazze italiane, quelle di ogni giorno, quelle della porta accanto o del vicino paese, che studiano, lavorano, amano e sognano un futuro diverso da quello delle loro madri ma anche diverso da quello delle sorelle maggiori.
Parlano, studiano e cantano in inglese. Dai testi delle canzoni, riflettono e imparano valori e modelli come un tempo lo si faceva dai testi filosofici o da quelli della letteratura classica.
Parlano e scrivono pensieri veloci, scandendo la punteggiatura come fosse la pausa del loro correre mentale. Excursus quasi fotografico e comunque didascalico.
Assaggiano ogni giorno la precarietà della loro vita professionale e vivono -per questo- ancora con i genitori. Fanno mille cose, lavoretti di ogni sorta perseguendo un obbiettivo lontano: il lavoro che dovranno fare da grandi, il loro sogno che accarezzano sin da piccole.
Sono anche “writers” e cercano di spiegarti cosa significhi farlo: ” la vera guerriglia non è con la voce, ma coi segni, le lettere, i disegni, i colori. E’ una guerra con armi pacifiche”-dicono loro.
Ma le nostre città imbrattate dai colori di quelle bombolette gridano alla condanna, a parer mio.
Eternamente come le loro madri e sorelle, hanno i loro primi amori e vivono anche i primi lutti in questo campo.
Sono amori all’insegna della precarietà, del detto-non detto, dei messaggi cifrati del web, degli addii struggenti che rimbalzano sui telefonini o nelle email.
In quei Billy, Boris, Mimì, Tasha e Matilda troverete tanti giovani che conoscete e che amate. Magari i vostri fratelli o i vostri figli: generazioni a confronto che non si parlano direttamente ma che si osservano con pudore.
Buona lettura a voi,allora. Un sorriso e tante curiosità piacevoli, tra queste pagine, vi saranno garantiti.
(Lisa Biasci)

